CIS e Sismabonus

Certificato di Idoneità Statica

Al termine del 2014 è stato varato dal Comune il nuovo Regolamento Edilizio di Milano. Novità assoluta per un RE in Italia è rappresentata dal nuovo articolo 11.6 che richiede la ricollaudazione statica per tutti i fabbricati che abbiano compiuto 50 anni di vita, pena il decadimento dell’agibilità. Una misura forte e importante nei confronti di circa 27 mila immobili a Milano che presentano queste caratteristiche, con un costo sociale molto forte.

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Da queste considerazioni è partita la Commissione Strutture dell’Ordine degli Ingegneri di Milano per scrivere delle Linee Guida che attenuassero nei modi applicativi dell’articolo, quanto indistintamente affermato nell’articolo stesso. Due anni di lavoro, a fianco dei tecnici del Comune, per scrivere queste Linee Guida e per individuare sostanzialmente due livelli di verifica che potessero entrambi arrivare all’emissione, da parte di un tecnico abilitato, di un Certificato di Idoneità Statica che comprende sia la verifica dello stato delle strutture, sia quello delle parti secondarie che possono comportare pericolo a persone o cose.

Il primo livello di verifica, dal costo molto contenuto, mentre da una parte garantisce cittadini e proprietari sulla sicurezza dell’immobile in questione in tutte le sue parti principali ed accessorie, dall’altra non richiede di arrivare ad un vero e proprio collaudo statico secondo quanto inteso dalle normative nazionali vigenti. Tale primo livello è probabile che sia richiesto dalla grande maggioranza degli immobili presenti sul territorio e pertanto il costo sociale delle nuove verifiche introdotte dall’articolo 11.6 risulta con l’adozione delle Linee Guida infinitamente ridotto. Il secondo livello di verifica, molto più approfondito, si applica unicamente agli immobili che non abbiano passato il primo livello, vale a dire quelli per i quali sono evidenti segnali di sofferenza sulle strutture o che sono stati negli anni oggetto di rimaneggiamenti importanti sulle strutture e/o di sopraelevazioni.

Si ritiene questo lavoro molto importante per l’Ordine e per tutti i cittadini di Milano dal momento che:

1.   si è riusciti a diminuire notevolmente il costo sociale originario dell’articolo 11.6 senza tuttavia diminuirne gli effetti dal punto   di  vista della prevenzione e della sicurezza dei cittadini; 2.  si è riusciti a dimostrare come l’Ordine degli Ingegneri possa rappresentare un supporto importante per l’Amministrazione quando sia necessario declinare dal punto di vista tecnico le regole imposte dalla stessa Amministrazione; 3.  si è offerto al Comune, che lo ha accettato, il supporto dell’Ordine per il deposito, l’analisi statistica ed il controllo di tutti i CIS  che saranno emessi a Milano, con ciò confermando che l’Ordine rappresenta un servizio per tutti i cittadini a garanzia della  sicurezza e del rispetto delle normative vigenti.

TUTTAVIA ATTENZIONE:

Mediante la Determina Dirigenziale 598576 del 25 novembre 2016 che emana formalmente da parte del Comune le Linee Guida per la Certificazione di Idoneità Statica (CIS) degli edifici con più di 50 anni, il Comune ha di fatto ”addolcito” e modificato sostanzialmente i contenuti dell’art. 11.6 del nuovo Regolamento Edilizio, rendendo, nella maggioranza dei casi, molto meno onerose per le proprietà degli edifici in questione le attività necessarie ai tecnici abilitati incaricati per l’emissione del CIS, soprattutto nei casi in cui sono previste le sole verifiche di primo livello che non corrispondono ad un ri-collaudo statico vero e proprio.

L’Ordine segnala a tutti i colleghi interessati che ha avuto pareri legali secondo i quali la semplice Determina Dirigenziale non possa di fatto modificare i contenuti di un articolo di Regolamento Edilizio. Di ciò ha prontamente informato il Comune che sta effettuando le proprie verifiche legali. Questo perché non possa essere sollevato alcun dubbio sulla priorità di valenza giuridica fra regolamento edilizio e linee guida. Invitiamo pertanto i colleghi che operano nella provincia di Milano a seguire da vicino gli sviluppi di questo consulto legale sul sito dell’Ordine e al tempo stesso suggeriamo cautela nell’applicazione delle linee guida in maniera restrittiva rispetto al regolamento edilizio, almeno fino a quando non sarà fatta chiarezza sulla effettiva valenza giuridica delle stesse.

La Commissione Strutture di questo Ordine, dopo aver redatto le Linee Guida in questione, si augura che il Comune trovi ed attui le maniere più opportune per renderle applicabili per evitare pericolose incomprensioni e inadempienze fra professionisti, committenti ed autorità competenti.

Bruno Finzi a nome di tutta la Commissione Strutture dell’Ordine di Milano

APPROFONDISCI LE LINEE GUIDA

 

 

 

Rischio sismico delle Costruzioni

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, e il Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Massimo Sessa, hanno presentato i contenuti del decreto ministeriale e delle Linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni che, permetteranno di attivare il cosiddetto “Sismabonus” cioè gli incentivi fiscali,  previsti nella Legge di Bilancio 2017.

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Il Ministro Delrio: “Una novità assoluta che rientra in Casa Italia, per la prevenzione sismica e la cura del territorio”

“Quella di oggi è una novità assoluta, molto importante – ha affermato il Ministro Delrio prima della firma del decreto – . Il contenuto di queste linee guida rientra nel progetto di Casa Italia che lanciammo con il Presidente Renzi e su cui anche il Presidente Gentiloni insiste molto. È un passaggio di prevenzione e di cura del nostro territorio”.

“Oggi parliamo non di ricostruzione – ha specificato il Ministro – ma di un provvedimento molto atteso che dà il via alla stagione strutturale e organica della prevenzione. Il sismabonus è stato introdotto dalla legge di Stabilità, e al pari degli ecobonus, i cittadini avranno a disposizione uno strumento per ottenere la diminuzione del rischio sismico degli edifici. Da domani 1’ marzo questa modalità è efficace”.

“Questa è una ‘pubblicità progresso’, “metti in sicurezza la tua casa”: dobbiamo impedire a tutti i costi di dover piangere i morti e di impiegare il nostro denaro in ricostruzione, anziché nella prevenzione”.

“Cura e manutenzione sono due parole chiave di questo ministero – ha continuato Delrio -  su cui ho insistito molto fin dal mio insediamento.  Dopo le strade, le ferrovie, le dighe, l’edilizia pubblica, adesso c’è la cura, finalmente, che riguarda il rischio sismico. Il nostro Paese è un paese fragile, questa è la verità, e non ci dobbiamo nascondere. Questa fragilità non deve diventare però un pericolo per le persone, deve diventare uno stimolo a intervenire – vista la sismicità del nostro territorio -  sulla elevata vulnerabilità del nostro patrimonio edilizio”.

“Dato che c’è questo bonus così rafforzato – ha concluso Delrio – e che c’è una procedura che i professionisti sono in grado – secondo noi – di maneggiare immediatamente, ci aspettiamo davvero che parta questo accesso alle detrazioni in maniera forte perché per gli italiani la casa è un bene primario, lo sappiamo, ma più importante della casa ci sono il bene e la sicurezza delle persone”.

Il Sismabonus come occasione per un piano nazionale di prevenzione e di valutazione sismica degli edifici

La Legge di Stabilità 2017, approvata il 21 dicembre 2016,  ha inteso fare del Sismabonus l’occasione per un piano volontario dei cittadini, con forti incentivi statali, di valutazione e prevenzione nazionale del rischio sismico degli edifici.

Lo strumento attuativo è il decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, da adottare entro oggi, 28 febbraio 2017, sentito il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, con cui sono stabilite le Linee Guida per la classificazione di rischio sismico delle costruzioni nonché le modalità per l’attestazione, da parte di professionisti abilitati, dell’efficacia degli interventi.

Il decreto, con le Linee Guida allegate, firmato oggi  dal Ministro e pubblicato sul sito del Mit, avrà efficacia da domani, 1° marzo 2017, consentendo di avviare progettazioni e pratiche edilizie.

Un passaggio fondamentale  per la conoscenza del patrimonio edilizio e la cultura della prevenzione

I numerosi eventi sismici che si sono verificati negli ultimi decenni hanno comportato per la collettività enormi costi sociali in termini di vittime e di incidenza sulla vita delle comunità  e costi economici sostenuti per l’emergenza e la ricostruzione.

Negli ultimi 50 anni si valutano: circa 5.000 vittime, spesa annua media di circa tre miliardi di euro per emergenza e ricostruzione.

Ciò è dovuto fondamentalmente, oltre alla sismicità tipica del Paese, alla elevata vulnerabilità del nostro patrimonio edilizio.

Le Linee Guida nascono dalla necessità di affrontare la mitigazione del rischio sismico in tutte le zone sismiche del Paese, promuovendo una cultura della conoscenza e della prevenzione.

Le Linee Guida e l’unità di misura per prevenire: il Rischio Sismico

Le Linee Guida sono state approvate all’unanimità dal Consiglio superiore dei lavori Pubblici il 20 febbraio scorso. Dal punto di vista dei contenuti tecnici, le Linee guida sono uno strumento di semplificazione che permettono di dare attuazione alla Legge di Bilancio 2017, senza richiedere strumenti e concetti diversi da quelli già utilizzati dai professionisti nell’applicazione delle vigenti Norme Tecniche per le Costruzioni.

Affrontano, con un nuovo approccio, il tema della   classificazione del Rischio Sismico delle costruzioni esistenti coniugando: il rispetto del valore della salvaguardia della vita umana (mediante i livelli di sicurezza previsti dalla Vigenti Norme Tecniche per le Costruzioni) e la considerazione delle possibili perdite economiche e delle perdite sociali (in base a robuste stime convenzionali basate anche sui dati della Ricostruzione post Sisma Abruzzo 2009).

Il Rischio Sismico: è la misura matematica/ingegneristica per valutare il danno (perdita) atteso a seguito di un possibile evento sismico.

Dipende da un’interazione di fattori messi in relazione: pericolosità (zone sismiche) vulnerabilità (capacità degli edifici) esposizione (contesti).

Otto classi di Rischio Sismico per valutare le costruzioni

Le Linee Guida consentono di attribuire ad un edificio una specifica Classe di Rischio Sismico, mediante un unico parametro che tenga conto sia della sicurezza sia degli aspetti economici.

Per attivare i benefici fiscali occorre quindi fare riferimento alla classificazione prevista dalle nuove Linee guida, con le quali si attribuisce ad un edificio una specifica Classe di rischio sismico. Sono state individuate otto classi di rischio sismico: da A+ (meno rischio), ad A, B, C, D, E, F e G (più rischio).

Le linee guida  forniscono due metodologie per la valutazione, di cui una semplificata per lavori minori e il miglioramento di una sola classe di rischio,  l’indirizzo di massima su come progettare interventi di riduzione del rischio per portare la costruzione ad una o più classi superiori.

Il Sismabonus rafforzato previsto in Stabilità

La Stabilità 2017 ha quindi previsto misure rafforzate per il Sismabonus, in particolare:

Estensione alle zone sismiche 1, 2 e 3, buona parte del territorio nazionale a rischio (in precedenza, solo 1 e 2).

Stabilizzazione per 5 anni, tra il 1 gennaio 2017 e il 31 dicembre 2021

Riguarda gli immobili adibiti a abitazioni, seconde case e ad attività produttive.

Detrazioni in 5 anni (anziché 10)

Detrazioni premianti, maggiore è l’efficacia dell’intervento

Nei condomini, cessione del credito ai fornitori o a soggetti terzi per chi non può sostenere la spesa (con successivo provvedimento dell’Agenzia delle Entrate).

Detrazioni premianti con il Sismabonus della Stabilità 2017

Rispetto alle ristrutturazioni antisismiche senza variazione di classe (50%) le detrazioni per la prevenzione sismica aumentano notevolmente qualora si migliori l’edificio di una o due classi di Rischio Sismico.

Per abitazioni, prime e seconde case, e edifici produttivi

  • detrazione al 70% se migliora di 1 classe di rischio
  • detrazione all’80% se migliora di 2 o più classi di rischi

Per condomini parti comuni

  • detrazione al 75% se migliora di 1 classe di rischio
  • detrazione all’85% se migliora di 2 o più classi di rischio

L’ammontare delle spese è non superiore a euro 96.000 per ciascuna delle unità immobiliari.

Una Commissione permanente di monitoraggio

Il Decreto Ministeriale di approvazione prevede, fra l’altro, l’istituzione, presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, di una Commissione permanente di monitoraggio,incaricata di valutare l’efficacia dell’azione di prevenzione sismica sul patrimonio edilizio.

Visualizza la normativa

Classificazione sismica in pratica

Strumenti e metodi per l’applicazione del Sismabonus

Un esempio di classificazione del rischio sismico con ModeSt

La nuova versione di ModeSt (ModeSt 8.13), tra le tante novità, introduce la possibilità di valutare in modo semplice e rapido la Classe di Rischio di una struttura.
La Classe di Rischio della struttura viene determinata da ModeSt con al metodo convenzionale delle “Linee Guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni”, approvate in data 28 febbraio 2017 e già operative.
ModeSt permette la valutazione della Classe di Rischio, e degli indicatori di rischio a seguito di una analisi sia dinamica lineare sia statica non lineare, consentendo quindi di analizzare strutture alle quali non è applicabile il metodo pushover.
La versione 8.13 di ModeSt permette in modo automatico e veloce di redigere due diverse relazioni di calcolo: una specifica per il Sismabonus ed una di confronto tra lo stato attuale e lo stato di progetto.
Si procede di seguito ripotando un esempio reale al fine di mostrare la velocità e facilità di ModeSt nella valutazione della Classe di Rischio di una struttura sia mediante un’analisi dinamica lineare sia a seguito di un’analisi statica non lineare (pushover). La struttura oggetto dell’esempio è un edificio in muratura di due piani con il tetto a falde costituito da aste in legno.
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L’edificio è ubicato a Fivizzano, comune in provincia di Massa-Carrara (MS) appartenente alla zona 2 della Classificazione Sismica dei comuni italiani, ed è caratterizzato da un’accelerazione massima su roccia (ag0) pari a 0.204 g e da un fattore di struttura pari a 3.

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Si valuta inizialmente la Classe di Rischio della struttura a seguito di un’analisi dinamica lineare; si calcolano così gli indicatori di rischio al fine di individuare la PGAC della struttura. Si sottolinea che gli indici di rischio possono essere calcolati in base a uno o più criteri di verifica impostati dall’Utente. Utilizzando il comando “Classe di Rischio” è ora possibile visualizzare: modest3

•    i parametri necessari per valutare la classe di rischio: la Classe PAM (Perdita Annuale Media Attesa) e l’IS-V (l’Indice di Sicurezza per lo stato limite di salvaguardia della Vita)
•    il grafico CR-λ (percentuale del costo di ricostruzione e frequenza media annua di superamento) e i loro relativi valori espressi in forma tabellare
•    la classe di rischio della costruzione

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Dopo aver ricavato la Classe di Rischio dell’edificio allo stato attuale, si esegue una copia del modello su cui fare gli opportuni miglioramenti per poter incrementare la Classe di Rischio dell’edificio al fine di ricevere gli incentivi fiscali.

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Nota la Classe di Rischio dell’edificio prima e dopo aver eseguito l’intervento, ModeSt redige automaticamente la relazione completa necessaria per il Sismabonus. I parametri significativi per la valutazione della Classe di Rischio vengono riportati in modo grafico, tabellare, ed in termini di percentuale di variazione.

 

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ModeSt è in grado di calcolare il valore della PGAC necessaria per valutare la Classe di Rischio anche mediante un’analisi statica non lineare (pushover).

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Si procede considerando lo stesso modello in muratura descritto precedentemente e, a seguito di un’analisi statica non lineare, si valuta la Classe di Rischio della struttura in modo molto rapido utilizzando semplicemente il comando “Classe di Rischio”. Si può quindi redigere la relazione di calcolo completa per il Sismabonus.

A seguito di un’analisi pushover è possibile inoltre creare una relazione di confronto tra due diverse strutture, indipendentemente dal Sismabonus, in cui si confrontano le caratteristiche meccaniche (in termini di capacità e spostamento) della struttura allo stato di progetto e allo stato attuale per tutte le condizioni di carico eseguite in fase di analisi.

Le Linee Guida

 

La stesura finale delle Linee Guida ha in sé gli stessi principi che avevano guidato il gruppo di lavoro istituito nel 2013 dall’allora ministro del MIT, ma presenta due sostanziali novità rispetto alla prima versione del documento.

Anzitutto viene introdotto un metodo semplificato legato ad una valutazione qualitativa della costruzione: si tratta di un metodo alternativo a quello analitico che permette l’applicazione della classificazione e quindi una diffusione capillare della messa in sicurezza degli edifici. Il metodo semplificato può essere utilizzato come valutazione preliminare della Classe di Rischio oppure in sostituzione del metodo convenzionale di classificazione, ma solo per costruzioni in muratura e relativamente a indagini e interventi di tipo locale.

Nonostante sia stato definito un metodo semplificato solo per le costruzioni in muratura, vengono date alcune indicazioni anche per le costruzioni in calcestruzzo armato e per le costruzioni assimilabili a capannoni industriali, in particolare sugli interventi necessari a garantire un miglioramento della Classe di Rischio, senza però alcuna valutazione preventiva della Classe di Rischio di partenza. La finalità è fornire comunque un metodo qualitativo e speditivo per intervenire in tutte le situazioni che mostrano criticità e rischi per le persone.

L’altra novità riguarda la presenza di due distinti parametri in base ai quali classificare il rischio: PAM e IS-V. Il primo, di tipo economico, indica la Perdita Annuale Media attesa, ovvero le perdite economiche dovute ai possibili danni degli elementi strutturali e non strutturali in termini di percentuale del Costo di Ricostruzione CR. Il secondo parametro, noto anche come Indice di Rischio, è dato dal rapporto tra capacità e domanda della costruzione in termini di accelerazione di picco al suolo PGA per lo Stato Limite di Salvaguardia della Vita. Questo secondo parametro rappresenta l’intenzione della commissione relatrice, che ha modificato le Linee Guida, di fare della classificazione sismica delle costruzioni non solo uno strumento di incentivazione economica, ma anche di mappatura della sicurezza degli edifici sul territorio nazionale.

Sulla base di questi due parametri viene quindi determinata la Classe di Rischio, espressa con una lettera da A+ a G tra le 8 classi previste dalle Linee Guida. I metodi e parametri definiti dal documento approvato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici sono applicabili agli edifici di civile abitazione o comunque ‘non tutelati’; per gli edifici storici sono necessarie ulteriori indicazioni dal MIBACT in accordo con il CSLLPP.

Il metodo convenzionale

Il metodo convenzionale

Il metodo di riferimento che permette di avere una lettura omogenea della Classe di Rischio delle costruzioni è definito come metodo convenzionale; è applicabile a tutte le costruzioni previste dalle Norme Tecniche e si basa sulla valutazione di entrambi i parametri introdotti dalle Linee Guida: PAM e IS-V.

Per determinare tali parametri è necessario anzitutto individuare i differenti livelli di domanda cui è soggetto l’edificio in termini di accelerazione al suolo PGAD e di relativo tempo di ritorno TrD, in funzione del sito in cui sorge la costruzione. Utilizzando poi i consueti metodi di valutazione della Sicurezza definiti dalle Norme Tecniche per le Costruzioni è possibile definire le Classi PAM e le Classi IS-V, qui di seguito sono riportati i passaggi da seguire.

  • Si effettua l’analisi della struttura e si definiscono le accelerazioni al suolo di capacità PGAC per ciascuno stato limite.
  • Si valutano i periodi di ritorno TrC corrispondenti alle accelerazioni al suolo in capacità PGAC secondo l’espressione
    TrC = TrD (PGAC/PGAD)η

    dove η può assumere per tutto il territorio nazionale il valore convenzionale di η = 1/0,41 oppure il valore specifico in funzione alle accelerazioni attese per il sito considerato

    η = 1/0,49 per ag > 0,25g
    η = 1/0,43 per 0,25g ≥ ag ≥ 0,15g
    η = 1/0,356 per 0,15g ≥ ag ≥ 0,05g
    η = 1/0,34 per 0,05g > ag
  • Per ciascun tempo di ritorno TrC è possibile definire la frequenza media annua di superamento come
    λ = 1/TrC

    se è condotta l’analisi della struttura solo per gli stati limite SLV e SLD è possibile definire la frequenza media annua di superamento per gli stati limite non indagati secondo queste espressioni semplificate:

    λSLO = 1,67 λSLD
    λSLC = 0,49 λSLV
  • Definiti i valori minimi e massimi di perdita economica per una costruzione come lo 0% e il 100% del Costo di Ricostruzione e associando tali valori rispettivamente allo Stato Limite di Inizio Danno (SLID) e allo Stato Limite di Ricostruzione (SLR), è possibile associare a ciascuno stato limite dell’analisi un valore del CR secondo questa tabella:

Relazione tra il costo di ricostruzione e ciascuno stato limite
  • Per ciascun stato limite è possibile associare la frequenza media annua di superamento λ al Costo di Ricostruzione CR, considerando λ = 0,1 per SLID e λ = 0 per SLR.

Diagrammando tale relazione e definendo l’area sottesa dalla spezzata come Perdita Annuale Media attesa è possibile determinare il parametro PAM in percentuale come

con i che varia da 1 a 5, i = 5 per SLC e i = 1 per SLID


Valutazione del PAM, riferito a una costruzione con Vn pari a 50 anni e classe d’uso II
  • Si definisce la Classe PAM secondo queste relazioni

Classi di Rischio PAM
  • Si determina l’indice di sicurezza IS-V per lo stato limite di salvaguardia della vita SLV come rapporto tra la PGA di capacità della costruzione e la PGA di domanda del sito in cui la costruzione si trova
  • Si definisce la Classe IS-V secondo queste relazioni

Classi di Rischio IS-V
  • La Classe di Rischio è definita come la peggiore tra la Classe PAM e la Classe IS-V

Nell’applicare il metodo appena definito è possibile fare riferimento a periodi di ritorno dell’azione sismica inferiori a 30 anni, fino al limite di 10 anni; in questi casi si scalano proporzionalmente le accelerazioni dello spettro associato al periodo di ritorno di 30 anni.

Per meglio comprendere il significato del parametro e delle Classi PAM ecco un esempio: se si considera una costruzione con periodo di riferimento VR pari a 50 anni e con prestazioni valutate come coincidenti alle minime richieste dalle NTC per una nuova costruzione con il medesimo periodo di riferimento, per tale costruzione la Classe PAM è la B con il valore PAM = 1,13 %.

Infine è opportuno ricordare che la Classe di Rischio è valutabile per un intero edificio, perciò la Classe di Rischio di una singola unità immobiliare coincide con la Classe di Rischio dell’edificio in cui l’unità è inserita.

Definita la Classe di Rischio di una costruzione e nei casi in cui questa non sia soddisfacente, il progettista secondo le finalità e le disponibilità della committenza può individuare gli interventi necessari a migliorare le prestazioni dell’edificio e quindi a ridurre il rischio. Gli effetti dell’intervento saranno valutati in funzione dei parametri PAM e IS-V, utilizzando sempre il metodo convenzionale e considerando il comportamento globale della struttura. È così possibile stimare l’eventuale passaggio di classe dell’edificio e accedere ad uno dei tre scaglioni di incentivi fiscali definiti dal Sismabonus che vedremo più avanti in questo articolo.

 

Il metodo semplificato

 

Come anticipato il metodo semplificato è un metodo qualitativo e speditivo che si basa sulle classi di vulnerabilità definite dalla Scala Macrosismica Europea EMS. Tale procedura consente di determinare la Classe di Rischio di un edificio sia in termini preventivi, prima quindi di una valutazione analitica con il metodo convenzionale, sia in sostituzione del metodo convenzionale, specialmente in quei casi in cui un modello di calcolo è ben lontano da rappresentare le reali condizioni della struttura.

Pur fornendo una descrizione dell’intero edificio, il metodo semplificato si presta a indagini di tipo locale e di conseguenza a interventi sulla struttura sempre di tipo locale. È per questa ragione che nelle Linee Guida il metodo semplificato è considerato applicabile solo agli edifici in muratura.

Con questo metodo il parametro che viene determinato è il PAM associando quindi alla classe di vulnerabilità della struttura una Classe PAM; qui di seguito sono illustrati i passaggi da seguire.

  • Si individua la tipologia strutturale che meglio descrive la costruzione e la relativa classe di vulnerabilità media
  • Si considerano eventuali fattori che determinano un peggioramento della classe di vulnerabilità media di partenza

Le Linee Guida forniscono una tabella di riferimento sulla quale applicare queste considerazioni:

Costruzioni in muratura: classi medie di vulnerabilità globale e passaggi di classe
  • Si definisce la Classe PAM secondo le seguenti relazioni che fanno riferimento alla zona sismica in cui si trova l’edificio, per distinguere le Classi PAM dei due metodi di classificazione le Classi PAM del metodo semplificato sono indicate con un asterisco *

Classi di Rischio PAM per il metodo semplificato

Definita la Classe di Rischio di una costruzione in muratura è possibile valutarne gli eventuali interventi di miglioramento e di mitigazione del rischio, ma l’applicazione del metodo semplificato pone alcune condizioni. Il passaggio è previsto solo alla Classe di Rischio immediatamente superiore e solo se l’intervento è definibile come locale; nelle Linee Guida vengono quindi esplicitate le condizioni per il passaggio della Classe di Rischio.

Interventi locali necessari per ridurre la vulnerabilità di una sola classe
Interventi locali necessari per ridurre la vulnerabilità di una sola classe

 

Il Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio ha firmato il Decreto che definisce contenuti e metodi di applicazione delle Linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni.

La classificazione del rischio sismico delle costruzioni è la più importante novità in ambito edilizio dell’ultimo periodo e apre prospettive molto interessanti. L’effetto più significativo si avrà in termini di prevenzione e, di conseguenza, di riduzione del rischio sismico anche per effetto di un virtuoso meccanismo di sensibilizzazione verso i proprietari di immobili. È evidente che attribuire una classe sismica consenta una lettura semplice e comprensibile del rischio a cui è soggetto l’edificio e le persone che lo occupano.

La sensibilizzazione sui temi della sicurezza è solo il primo degli effetti della nuova classificazione; altrettanto fondamentale è l’applicazione del Sismabonus. Si concretizzano infatti gli incentivi fiscali previsti dalla Legge di Stabilità con il Sismabonus che consente detrazioni fino all’85% della spesa sostenuta sugli interventi di messa in sicurezza delle costruzioni. L’impatto sul mercato è notevole: sono circa 6.000 i comuni italiani dove è possibile beneficiare degli incentivi fiscali.

L’applicazione sistematica della classificazione permette inoltre di definire una mappatura sia comunale che nazionale della sicurezza degli edifici, utile su più piani: la protezione civile, la gestione di finanziamenti o interventi pubblici e la pianificazione urbanistica.
L’assegnazione di una data classe di rischio influirà anche sul valore economico dell’edificio; è quindi ipotizzabile che in futuro l’attestazione di rischio della costruzione venga inserito nell’atto di compravendita e nelle clausole assicurative dell’immobile.

In questo focus analizziamo le linee guida approvate dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ed il Decreto che da oggi le rende operative. In particolare approfondiamo i due distinti metodi di valutazione della classe di rischio e li mettiamo a confronto con casi pratici di applicazione del Sismabonus.