Ospedale Felix Platter,

Basilea (Svizzera)

ARGE HandinHand

Entro l’estate del 2018, Basilea potrà contare su un nuovo ospedale di medicina geriatrica al posto dell’attuale Felix Platter. Con la realizzazione del
progetto presentato dal consorzio “ARGE HandinHand”, che ha vinto il concorso in due fasi, secondo la dirigenza il nosocomio dovrebbe “raggiungere nuovi standard”. L’opera, che costerà 200 milioni di franchi svizzeri, è anche uno dei primi progetti BIM del Paese. Con il concetto di Building Information Modeling (BIM), il settore edile a livello globale è decisamente avviato verso la digitalizzazione dei processi per quanto riguarda la gestione dei progetti, la progettazione, l’implementazione e la documentazione.
Si prevede che in futuro non ci saranno più progetti edili elaborati senza BIM (come accadde alla progettazione al tecnigrafo con l’avvento del CAD).
L’Ospedale Felix Platter, specializzato in medicina geriatrica, è il secondo della città per dimensioni, dopo l’Universitätsspital Basel (Ospedale Universitario di Basilea). L’azienda, privatizzata nel gennaio 2012, conta un personale di circa 850 unità.
Ogni anno vengono curati circa 3.000 pazienti, ma gli edifici, risalenti al 1967, non soddisfano più i requisiti strutturali e operativi odierni.

Il software BIM Allplan Architecture è stato determinante per potersi aggiudicare il concorso

Dirk Hennings, amministratore delegato di BIMwelt GmbH, incaricato da Wörner Traxler Richter della direzione del processo BIM

È un po’ come usare il mouse invece di un martello pneumatico. Oggi l’uso del BIM è indispensabile per lo sviluppo, l’implementazione e la documentazione di progetti edili (nella fattispecie ospedalieri). I potenziali vantaggi economici del BIM sono evidenti nel caso della Gran Bretagna, dove l’utilizzo di questo sistema nei grandi progetti pubblici è già da tempo obbligatorio.

Jean-Luc Perrin , project manager

Caratteristiche del progetto

Nell’aprile 2013 il committente ha bandito un concorso in due fasi mirato alla progettazione di un nuovo ospedale economicamente sostenibile in grado di ottimizzare i processi, di generare costi operativi e di manutenzione ragionevoli, caratterizzato da un’architettura d’impatto e dalla possibilità di ampliamento nell’ambito del progetto. Nella prima fase del concorso, con scadenza a fine agosto 2013, che ha visto i partecipanti coperti da anonimato, nove team hanno presentato le proprie idee.
Gli incaricati della valutazione hanno quindi esaminato la qualità e l’efficienza in termini di costi delle proposte, indicando al committente quelle con le carte in regola e i team da invitare alla seconda fase. A novembre 2013, l’appaltatore ha contattato quattro team e, poco più di un anno dopo, ha ufficialmente dichiarato vincitore il progetto “HandinHand”, sviluppato da un consorzio di aziende svizzere e tedesche: BAM Swiss AG/
BAM Deutschland AG/ Marti Generalunternehmung AG Bern, oltre a wörnertraxlerrichter planungsgemein- schaft mbh con Holzer Kobler
Architekten, Health Company Dresden GmbH e club L94 Landschaftsarchitekten GmbH. Il 26 marzo 2015 ARGE HandinHand ha presentato tutta la documentazione richiesta per ottenere la concessione edilizia e poter dare il via ai lavori entro la fine di luglio dello stesso anno.
 
Nel nuovo edificio, per la prima volta sarà possibile erogare tutti i servizi in modo centralizzato. Oltre all’assistenza per degenti e pazienti esterni e ai servizi di formazione e di ricerca basati sui tre pilasti chiave di cognizione, mobilità e nutrizione, il nuovo ospedale prevede anche il Centro per la mobilità e la Clinica della memoria di Basilea.
L’apertura è prevista il 1° luglio 2018, dopo lavori di costruzione della durata di circa tre anni. La stima dei costi, comprese tutte le apparecchiature interne, ammonta a 200 milioni di franchi svizzeri, 80 dei quali sono disponibili come capitale interno, mentre il resto proverrà dal mercato finanziario. Inizialmente il committente si era posto l’obiettivo di realizzare l’ospedale in modo che potesse essere costruito e gestito utilizzando risorse finanziarie disponibili o rifinanziabili. Anche le specifiche rilevanti sono state formulate altrettanto chiaramente in vista della partecipazione al concorso. Da un lato il progetto “HandinHand” è straordinario in virtù dell’ingegnosa progettazione architettonica nel contesto urbano. Si tratta infatti della tessera perfetta di un ideale puzzle da inserire nel punto d’incontro tra un quartiere residenziale, infrastrutture pubbliche e l’icona architettonica del vecchio Ospedale Felix Platter.
D’altra parte, la nuova versione promette sistemazioni di buona qualità e un’estetica piacevole. Tra il nuovo edificio e il corpo esistente è previsto un parco pubblico, un’idea che tiene conto anche di una successiva conversione del sito dell’attuale nosocomio. La struttura delle singole unità, così come l’organizzazione dei reparti e dei servizi di supporto o dell’amministrazione, garantiscono la massima flessibilità per eventuali nuove destinazioni d’uso future. Se necessario, oggi o più avanti sul nuovo edificio può essere aggiunto senza problemi un altro piano, facendo così spazio per due ulteriori reparti da 40 posti letto ciascuno. Ma il progetto vincitore ha anche previsto i meccanismi interni del nuovo ospedale (che conterà oltre 1.370 stanze) nel modo più flessibile possibile. In altre parole, qualora se ne dovesse presentare la necessità, nei prossimi 30-40 anni sarà facilmente possibile applicare gli  adattamenti del caso.
Ciò che in altri Paesi è già stabilito per legge, ossia la digitalizzazione della progettazione, dell’implementazione e dei processi operativi con il Building Information Modeling (BIM), in Svizzera è ancora in fase embrionale. Il BIM viene impiegato per coordinare tutti i dati di costruzione relativi al modello di edificio e i sottomodelli, in modo che tutti possano concentrarsi sulle informazioni e sui progetti rilevanti. L’aspetto fondamentale, tuttavia, è che tutti sono in grado di lavorare insieme e dispongono sempre dello stesso livello di informazioni, un tratto peculiare del BIM. Il nuovo edificio dell’Ospedale Felix Platter è uno dei primi progetti BIM in terra elvetica.
 
 
Software utilizzato: Allplan Architecture e Allplan Allfa Team HandinHand
Dati del progetto:
Architetti: wörner traxler richter planungsgesellschaft (Francoforte) in collaborazione
con Holzer Kobler Architekturen (Zurigo)
Progettazione dell’ospedale: Health Company Dresden GmbH (Dresda)
Coordinamento BIM: BAM Deutschland AG (Stoccarda)
Facility Management: BAM Immobilien-Dienstleistungen GmbH (Stoccarda)
Grazie ad Allplan Allfa, la soluzione per il facility management infrastrutturale e tecnico con un collegamento bidirezionale con Allplan, siamo riusciti a implementare i vasti requisiti del committente in modo efficiente
Dirk Hennings, amministratore delegato di BIMwelt GmbH, incaricato da Wörner Traxler Richter della direzione del processo BIM