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mondo delle costruzioni

Nuova versione ModeSt 7.6

 

Queste le principali novità:

Nuovo modulo aggiuntivo Vleg per le verifiche delle aste in legno massiccio e lamellare secondo le specifiche della norma DIN 1052 (tensioni ammissibili) o dell'Eurocodice 5 (stati limite). Il nuovo modulo di verifica delle strutture in legno consente di valutare e controllare le tensioni e le deformazioni, effettuare verifiche di stabilità e svergolamento, visualizzare graficamente mediante mappe a colori i tassi di sfruttamento relativi alla tensione normale e tangenziale, alla stabilità locale, globale e per svergolamento, nonché i valori delle snellezze locali e globali ed infine stampare una dettagliata relazione di calcolo per le aste e le membrature in legno massiccio o lamellare, di sezione rettangolare o circolare. Mancando ad oggi una normativa Italiana o comunque delle specifiche prescrizioni riguardanti la verifica delle membrature in legno, nel caso di calcolo col metodo delle tensioni limite le verifiche vengono effettuate secondo le norme DIN 1052, mentre nel caso di calcolo con il metodo degli stati limite si è fatto riferimento all’Eurocodice 5.


E' ora possibile importare sia file DXF che file DWG di qualsiasi versione di AutoCAD e contestualmente alla scelta dei layer da importare si ha un preview del file lucido, sia bidimensionale che tridimensionale. Vengono visualizzati gli ingombri del disegno così come risultanti dal file in modo da poter capire subito se sono necessarie conversioni di unità di misura.

E' possibile eseguire la mappatura delle aree di ferro teoriche anche per gli elementi bidimensionali in caso di calcolo col metodo degli stati limite. Non essendo univoca la disposizione e la quantità delle armature con tale metodo, il diagramma (similmente al modulo di progettazione interattiva delle travi) riporta le aree di ferro necessarie per gli stati limite di esercizio. Ulteriori nuovi modificatori del comando DAFB permettono però di controllare se i momenti ultimi sono superiori ai momenti agenti. In questo modo, insieme alla possibilità di modificare l'area di ferro diffusa presente in qualsiasi direzione e posizione senza dover attivare la mappa specifica, è possibile determinare agevolmente l'armatura necessaria. Tutti questi comandi verranno ovviamente implementati anche nel modulo di progettazione interattiva platee che è in corso di ristesura e che verrà rilasciato in una della prossime versioni.

Sono state implementate le modifiche introdotte dall'Ordinanza 3431/05 ed in particolare la gestione del coefficiente di amplificazione topografica e il controllo sulla percentuale massima di armatura il cui valore dipende dall'armatura compressa. Il diagramma della percentuale massima visualizzabile in progettazione interattiva è quindi ora un diagramma dinamico, che cambia automaticamente al cambiare dell'armatura.

E’ stato introdotto il comando ?RIG che consente di valutare la differenza di rigidezza da un piano all'altro nel caso di struttura intelaiata. Questa formulazione (per altro l'unica applicabile) è valida infatti solamente nell'ipotesi di comportamento deformativo cosiddetto "shear-type", tipica degli edifici intelaiati privi di pareti di taglio ed in cui si immaginano gli orizzontamenti infinitamente rigidi.

Per poter eseguire una corretta valutazione delle rigidezze si consiglia quindi di eseguire un calcolo sismico statico bloccando i nodi di piede dei pilastri (incastri) per evitare l'influenza delle fondazioni e bloccando le rotazioni Rx ed Ry dei nodi di impalcato. Anche in questo caso però si possono avere risultati del tutto inattendibili nel caso di edifici con pareti di taglio.
Note:

  • Il comando è eseguibile solo se esiste un impalcato, non esistono masse in dir. Z ed è stato effettuato un'analisi sismica statica o con azioni orizzontali convenzionali.
  • Il calcolo delle rigidezze di piano viene effettuato dividendo il tagliante di piano (somma delle azioni sismiche sopra il piano in esame), per la differenza di spostamento del piano in esame con quello immediatamente precedente.
Si consiglia quindi di utilizzare questo comando ed i risultati da esso forniti con le cautele del caso, eventualmente operando su modelli semplificati e/o schematizzazioni della reale struttura, solo al fine di fare le necessarie considerazioni sulla variazione di rigidezza da un piano all'altro e quindi sulla cosiddetta "regolarità strutturale".