Nuovi CAM edilizia 2026: digitalizzazione e BIM per una progettazione sostenibile e misurabile
Dal 1° febbraio 2026 entrano in vigore i nuovi Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’edilizia, con un’estensione che coinvolge tutti i contratti pubblici di progettazione, direzione lavori ed esecuzione.
Un aggiornamento normativo che segna un cambio di passo importante: dalla semplice conformità formale alla necessità di misurare e dimostrare le prestazioni ambientali lungo l’intero ciclo di vita dell’opera.
Per progettisti e operatori del settore, questo significa ripensare metodo, strumenti e gestione delle informazioni, anche grazie al supporto della digitalizzazione, del BIM e di strumenti di analisi come la Life Cycle Assessment (LCA).
Nuovi CAM 2026: un perimetro più ampio e requisiti più stringenti
Il nuovo quadro normativo amplia in modo significativo il campo di applicazione dei CAM, estendendoli a tutti i contratti pubblici relativi a opere edilizie e di ingegneria civile e coinvolgendo l’intera filiera delle costruzioni.
Parallelamente, aumentano i requisiti su alcuni ambiti chiave della progettazione sostenibile:
materiali riciclati e recuperati, qualità dell’ambiente interno, comfort e prestazioni energetiche. In particolare, l’aggiornamento delle modalità di valutazione energetica recepisce le indicazioni della direttiva EPBD, introducendo un approccio dinamico orario che consente una rappresentazione più realistica delle prestazioni dell’edificio.
Entrano inoltre in modo più esplicito temi come biodiversità, mitigazione dei cambiamenti climatici e mobilità sostenibile, rafforzando una visione progettuale sempre più integrata.
Il progettista al centro: competenze, responsabilità e tracciabilità
Uno degli elementi più rilevanti dei CAM 2026 è la centralità attribuita al progettista.
Il decreto introduce criteri premianti legati alla competenza tecnica, valutata sulla base dell’esperienza, del curriculum e di eventuali certificazioni rilasciate da enti terzi.
La sostenibilità non è più solo una questione di requisiti tecnici, ma di capacità professionale di interpretarli e applicarli correttamente.
Inoltre, i CAM devono essere integrati fin dalle prime fasi del progetto, a partire dal Documento di indirizzo alla progettazione, rendendo le scelte ambientali parte strutturale del processo decisionale.
Dalla prescrizione alla verifica: la nuova complessità operativa
L’evoluzione normativa comporta un aumento della complessità operativa.
La necessità di certificare il contenuto di materiali riciclati, adottare modelli di simulazione energetica dinamica e dimostrare il rispetto dei requisiti di qualità ambientale interna rende il processo progettuale più articolato.
A questo si aggiunge l’integrazione delle informazioni ambientali nei modelli BIM, che richiede un maggiore coordinamento tra dati e progetto. In questo contesto, la gestione del dato diventa centrale: non basta più progettare in modo conforme, è necessario misurare, tracciare e dimostrare le prestazioni ambientali lungo l’intero ciclo di vita dell’opera.
Cos’è la LCA (Life Cycle Assessment)
La Life Cycle Assessment (LCA) è una metodologia standardizzata (ISO 14040‑44) che consente di valutare gli impatti ambientali di un edificio o di un prodotto lungo tutto il suo ciclo di vita, dalla produzione dei materiali alla dismissione.
Nel contesto dei CAM edilizia, la LCA rappresenta uno strumento chiave per quantificare le prestazioni ambientali, confrontare soluzioni progettuali e supportare la dimostrazione dei requisiti richiesti, fungendo da raccordo tra prescrizioni normative e scelte progettuali.
CAM 2026: cosa cambia concretamente per il progettista
Alla luce delle nuove disposizioni, il progettista è chiamato a rivedere il proprio approccio operativo: integrare i criteri ambientali fin dalle prime fasi, selezionare materiali con adeguata documentazione ambientale, adottare strumenti di simulazione evoluti e strutturare i dati in modo coerente con i modelli informativi.
La sostenibilità diventa così una dimensione trasversale del progetto, da gestire in modo consapevole e documentato lungo tutto il processo.
Il supporto degli strumenti digitali: il ruolo di One Click LCA
In questo scenario, il supporto di strumenti digitali dedicati alla valutazione ambientale assume un ruolo sempre più rilevante.
Soluzioni come One Click LCA consentono di affrontare in modo strutturato le richieste dei CAM, eseguendo analisi LCA, calcolando l’impronta di carbonio degli edifici e verificando la conformità ai criteri ambientali.
L’integrazione con i modelli BIM e con i flussi di progettazione permette inoltre una gestione più efficace dei dati ambientali, trasformando un obbligo normativo in un’opportunità di miglioramento della qualità progettuale.
I CAM edilizia 2026 segnano il passaggio da una sostenibilità basata su prescrizioni a una sostenibilità basata su prestazioni misurabili.
L’ampliamento del campo di applicazione, l’inasprimento dei requisiti e la centralità del progettista richiedono un’evoluzione di strumenti, competenze e metodo di lavoro.
In questo contesto, la capacità di gestire e dimostrare i dati ambientali – anche attraverso BIM e LCA – diventa un fattore determinante per operare in modo efficace nel settore delle costruzioni.