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Tip & Trick - FLAC2D/3D: zone face apply servo ramp: come applicare carichi e pressioni in modo graduale senza destabilizzare il modello

Scritto da Area tecnica | Jun 11, 2026 1:36:55 PM

Il problema: variazioni brusche e instabilità numerica

Chi lavora quotidianamente con FLAC2D/3D conosce bene questa situazione: si applica una condizione al contorno - una pressione su una parete di scavo, un carico su una fondazione, una variazione della pressione idrostatica - e il modello risponde in modo anomalo. Spostamenti eccessivi nelle prime fasi di calcolo, failure premature in zone che non dovrebbero cedere, o semplicemente un percorso tensionale che non rispecchia la realtà fisica del problema.

La causa è quasi sempre la stessa: la condizione al contorno è stata applicata in modo istantaneo, come un "salto" da zero al valore finale. In FLAC, le variazioni brusche del modello possono produrre effetti quasi-inerziali che esagerano artificialmente il danneggiamento nelle zone interessate. Questo è un effetto numerico, non fisico - ma il suo impatto sui risultati è tutt'altro che trascurabile, soprattutto in modelli con comportamento fortemente non lineare o dipendenti dalla storia tensionale.

La soluzione: il meccanismo servo e la parola chiave ramp

Il comando zone face apply di FLAC2D/3D mette a disposizione un meccanismo integrato per gestire questo problema in modo automatico e fisicamente corretto: la parola chiave servo.

Il servo è un meccanismo che lega l'entità della condizione al contorno applicata al rapporto di convergenza meccanica del modello. In questo modo è possibile aumentare gradualmente un carico, ridurlo, o mantenerlo costante, preservando in ogni momento la risposta quasi-statica del sistema.

La parola chiave ramp, combinata con servo, definisce una modalità specifica di funzionamento: in modalità ramp, il fattore moltiplicativo della condizione applicata può soltanto aumentare nel tempo, mai diminuire - passando progressivamente da un valore iniziale prossimo a zero fino al valore obiettivo specificato nel comando. Questo è ideale per portare gradualmente una condizione al suo valore pieno.

Come funziona in pratica

Per default, il fattore moltiplicativo parte da 0.001 e aumenta progressivamente verso 1.0 man mano che il rapporto di convergenza meccanica scende al di sotto di 2×10-3. Se il rapporto di convergenza sale al di sopra di 1×10-2, il fattore può essere ridotto - a meno che non sia attiva la modalità ramp, che impedisce qualsiasi riduzione.

Il meccanismo funziona quindi come un servo di controllo automatico: monitora in continuazione lo stato di equilibrio del modello e regola il ritmo di applicazione del carico di conseguenza, senza richiedere alcuna interazione manuale da parte dell'utente.

La sintassi è estremamente semplice. Per applicare gradualmente una tensione orizzontale di -100 kPa su un gruppo di facce:

zone face apply stress-xx -1e5 servo ramp range group 'Parete_Scavo'

Quando usarlo: i casi più comuni

Questo approccio è raccomandato dalla documentazione ufficiale di ITASCA in tutti i casi in cui la risposta del modello è path-dependent, ovvero dipende dalla storia delle deformazioni - che in geotecnica è quasi sempre. Il metodo consigliato per rendere una soluzione FLAC più statica è proprio l'uso del servo sul comando zone face apply per applicare o rimuovere carichi, in combinazione con zone relax excavate per le fasi di scavo.

I contesti applicativi più frequenti includono:

Precompressione di tiranti e puntoni. L'applicazione istantanea della forza di precompressione genera un'onda di risposta che si propaga nel modello in modo non realistico. Con servo ramp, la forza viene raggiunta progressivamente, rispettando la sequenza costruttiva reale.

Emungimento e variazioni della falda. La riduzione della pressione dei pori è un processo fisicamente graduale. Simularlo come una variazione istantanea può portare a percorsi tensionali non realistici, soprattutto in argille a bassa permeabilità. La modalità reduce consente di governare questa transizione in modo controllato.

Applicazione di carichi esterni. Fondazioni, rilevati, attrezzature di cantiere: qualunque carico applicato a un modello già in equilibrio beneficia di un'introduzione progressiva, specialmente in prossimità di zone plastiche o di superfici di discontinuità.

Il meccanismo servo ramp non è un semplice artificio numerico: è uno strumento che porta la fisicità del problema all'interno del processo di calcolo. Il tempo speso per aggiungere quella parola chiave al comando si ripaga immediatamente in risultati più stabili, percorsi tensionali più realistici e, spesso, in una diagnosi più chiara del comportamento del modello.

NB: il meccanismo servo è disponibile sia nel comando zone apply (per condizioni applicate a volumi, come forze di corpo) sia nella versione zone face apply.