Educazionale

Escuela tecnica superior de Arquitettura de Madrid

Escuela tecnica superior de Arquitettura de Madrid

Madrid

Cliente

Autrice:
Arch. Elena Carnaroli
Relatori:
Prof. Arch. Silvio Van Riel
Prof. Arch. Marco Tanganelli
Co-relatori:
Arch. Francesco Pisani
Prof. Arch. Susana Mora Alonso-Muñoyerro

Escuela tecnica superior de Arquitettura de Madrid

Valutazione delle prestazioni strutturali dei blocchi A, B, C, E

Il presente lavoro di tesi è volto alla verifica delle prestazioni strutturali di una porzione dell’edificio sede della Escuela Técnica Superi­or de Arquitectura de Madrid (E.T.S.A.M.), sulla base delle procedure di verifica agli stati limite ultimi prescritte dalle vigenti normative tecniche, quali l’Eurocodice 2 (EC2-2004) e le Norme Tecniche per le Costruzioni NTC2008 di cui al D.M. 14/01/2008 e relativa Circolare applicativa del 2 febbraio 2009, n.617.

Si è proceduto quindi alla definizione del modello fisico strutturale, realizzata con il software BIM Tekla Struc­tures, che ha permesso la realizzazione di un modello as built, ossia capace di descrivere l’opera così come è stata effettivamente costru­ita e modificata nel tempo;


LA ESCUELA DE ARQUITECTURA DALLA SUA CONCEZIONE AD OGGI


Nel 1933 i lavori esecutivi della nuova Escuela de Arquitectura furono affidati all’architetto e professore Pascual Bravo San­feliù che, laureatosi nel 1918 a Madrid, aveva già progettato il padiglione di Spagna per l’Es­posizione di Arti Decorative di Parigi del ’25 e quello di Arago­na per l’Esposizione Iberoamer­icana di Siviglia del ’29.

L’edificio sarebbe stato costrui­to all’interno della zona dedica­ta alle Belle Arti, ad ovest della Ciudad Universitaria e in pros­simità della Casa de Velazquez, dove era prevista anche la Es­cuela de Pintura y Escultura e il Conservatorio de musica

Figura 1- Schema dei moduli strutturali
In linea generale, l’edificio era articolato in quattro blocchi: dal primo, quello centrale e d’in­gresso, si sviluppavano due ali laterali, di cui quella di destra ospitava la sala conferenze e la biblioteca e quella di sinistra le aule normali e alcuni laboratori; sul lato opposto all’ingresso, in­fine, si innestava il blocco termi­nale, destinato ad ospitare i lab­oratori di grafica e di progetto.

In generale, la distribuzione de­gli ambienti per blocchi obbedi­va alle necessità di circolazione, mentre quella per piani obbe­diva a necessità funzionali.

L’edificio fu final­mente inaugurato con la cele­brazione degli esami nel giugno del 1936, solo un mese prima che scoppiasse la guerra civile.
Data la posizione sulla linea di fuoco, la Escuela de Arqui­tectura fu probabilmente, tra quelle costruite con struttura in cemento armato, la più dan­neggiata, subendo perforazio­ni da proiettili di tutti i calibri e distruzioni parziali di paramenti, tamponature, impianti e rivesti­menti interni, dovute all’esplo­sione di mine; inoltre, tutto il materiale combustibile, inclusi mobili, rivestimenti murari e pavimentazioni, andò perduto. La struttura in cemento armato, tuttavia, non subì danni molto rilevanti, dato che solo l’impatto diretto di grandi proiettili recò danni a travi e pilastri, ma senza che questi trasmettessero i loro effetti agli altri elementi strut­turali.


Nonostante i vari interventi su­biti nei decenni successivi alla sua costruzione, con eccezione della creazione del nuovo piano interrato, la Escuela Técnica Superior de Arquitectura non ha subito rilevanti variazioni rispet­to al progetto originale, di cui è stata tendenzialmente mante­nuta l’intenzione progettuale per quanto concerne gli ambienti diafani e le scelte di arredo.

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Caratteristiche del progetto

DEFINIZIONE DEL MODELLO STRUTTURALE


Il modello strutturale è stato re­alizzato con il software BIM Tek­la Structures.

Tale software ha consentito la real­izzazione di un modello as built della porzione di struttura in analisi, ossia capace di descri­vere l’opera così come è stata effettivamente costruita e mod­ificata nel tempo. Permettendo la centralizzazione di tutte le in­formazioni di carattere geomet­rico-strutturale. Il modello BIM con­sente la minimizzazione degli errori nonché una maggiore co­erenza dei dati estraibili; inoltre, il modello così realizzato costi­tuisce un potenziale supporto ad un eventuale futuro progetto di intervento sull’esistente dato che, individuando geometrica­mente tutte le componenti, si presenta come un “archivio di progetto” in grado di permet­tere una gestione immediata e facilitata di tutte le varianti.

In generale, il modello è stato impostato mantenendo indip­endenti le strutture in elevazi­one dei quattro moduli analizza­ti, unite tra loro solo al livello dei pali di fondazione, rappresentati solo nel tratto attualmente par­te del piano interrato, non cono­scendo le prestazioni meccanic­he del terreno. L’intero modello è stato costruito su una griglia tridimensionale, costruita man­ualmente e rappresentante un com­plesso tridimensionale di piani orizzontali e verticali; tale gri­glia è visualizzabile sul piano della vista come una maglia di linee tratto-punto ed è stata uti­lizzata per disporre ed individu­are gli oggetti del modello che, se opportunamente impostato, possono seguirne l’eventuale movimento magneticamente

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Pilastri


I pilastri sono stati creati selezionando, nel­la vista del piano interessato, i punti di intersezione della gri­glia magnetica. Le proprietà di ciascun pilastro, come l’altezza, la forma e la dimen­sione della sezione e la classe di appartenenza, sono modificabili tramite l’apposita finestra di di­alogo.

Per quanto riguarda le arma­ture, queste sono state crete con lo strumento di modellazi­one Rectangular column re­inforcement, che predispone automaticamente un’armatura standard dell’elemento, com­posta da armature longitudinali d’angolo e laterali, staffe, colle­gamenti intermedi e armature alle estremità

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