Università degli Studi di Napoli Federico II
Un nuovo approccio BIM per la gestione integrata dell’edilizia all’Università degli Studi di Napoli Federico II
NAPOLI
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Il contesto di partenza: una transizione necessaria
L’Università degli Studi di Napoli Federico II, in linea con il proprio ruolo di Ateneo pubblico all’avanguardia, ha avviato il percorso di transizione al BIM con l’obiettivo di adeguarsi alle evoluzioni normative e tecnologiche in materia di gestione informativa delle opere pubbliche. Pertanto, è emersa l’esigenza di dotarsi di strumenti digitali interoperabili, metodologie condivise e standard uniformi, in grado di supportare un coordinamento sempre più integrato tra le diverse Aree coinvolte nei processi edilizi. Il servizio di consulenza ha rappresentato l’occasione per rafforzare la sinergia tra gli uffici, analizzare in modo sistemico le modalità operative esistenti e definire una strategia evolutiva per l’introduzione del BIM, in linea con gli adempimenti previsti dal nuovo Codice dei Contratti Pubblici.
Dalla tecnologia al metodo: l’approccio BIM
L’introduzione della metodologia BIM è stata impostata non come semplice adozione di nuovi strumenti, ma come occasione per ripensare il modo di lavorare. Il supporto consulenziale ha permesso di avviare una mappatura chiara e condivisa dei processi, di analizzare le criticità organizzative in chiave sistemica e di favorire un primo allineamento tra le Aree coinvolte nelle attività edilizie e di prevenzione. L’obiettivo era costruire un impianto metodologico comune, in grado di accompagnare nel tempo l’evoluzione organizzativa dell’Ateneo.

Il ruolo centrale delle persone
Un elemento chiave del progetto è stato il coinvolgimento interno. La prima fase formativa ha interessato circa 90 persone provenienti dall’area edilizia, dall’area prevenzione e protezione e dall’area attività contrattuale. A questa è seguita una seconda fase, attualmente in corso, che coinvolge circa 55 tecnici, affiancata da incontri ristretti con un gruppo di specialisti dell’area edilizia per approfondimenti operativi. Questo approccio ha consentito di costruire competenze diffuse e una base comune di linguaggio e metodo, evitando percorsi disomogenei o il ricorso esclusivo a risorse esterne.
I primi risultati, già visibili
Sebbene la consulenza sia ancora in corso e non siano disponibili dati quantitativi su tempi o costi risparmiati, i benefici qualitativi sono già evidenti. Si osserva una riduzione delle inefficienze nei flussi comunicativi, una maggiore consapevolezza operativa tra le Aree coinvolte e i primi segnali di un miglior coordinamento interfunzionale. Nel medio periodo, questi elementi sono destinati a tradursi in una gestione più efficiente delle gare e dei progetti.
Uno sguardo al futuro
Nel tempo, l’Ateneo si attende un’ottimizzazione dell’uso delle risorse, una riduzione delle rilavorazioni nelle fasi di progettazione e verifica e un miglioramento complessivo della produttività organizzativa. L’introduzione di strumenti strutturati per l’analisi dei processi e la gestione dei dati, unita a un coinvolgimento trasversale delle funzioni, sta già favorendo una maggiore integrazione tra ambiti che in passato operavano in modo separato.
Il valore del percorso
Il progetto ha posto le basi per una gestione più integrata, consapevole e orientata al dato delle attività edilizie e infrastrutturali. Un percorso che non si limita all’innovazione tecnologica, ma che crea le condizioni per un’evoluzione progressiva dei processi, con ricadute positive anche sui temi della sicurezza, della tracciabilità e della qualità delle informazioni.

