Fare network insieme – Quarta edizione

HARPACEAS COMMUNITY DAY 2026:
CONCLUSA LA QUARTA EDIZIONE DELL’EVENTO DEDICATO A TUTTI I CLIENTI 
13 maggio 2026 – Monte Rosa 91, Milano

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Un mercoledì di metà maggio, negli spazi di MonteRosa 91, si è svolta la quarta edizione dell’Harpaceas Community Day: un appuntamento che continua a crescere come luogo di confronto per chi opera tra infrastrutture e ambiente costruito. 

 Oltre 250 partecipanti – tra imprese, istituzioni, progettisti e rappresentanti del mondo accademico – si sono ritrovati a Milano per una giornata intensa, costruita su contenuti tecnici, dialogo tra esperienze diverse e momenti di networking.

Visione d'eccezione dell’edizione 2026 è stata, fin dall’apertura, quella industriale portata dall’ingegner Luigi Cimolai, con un contributo dedicato a innovazione, modelli produttivi e gestione della complessità nelle grandi opere.

Al centro della giornata, tre direttrici che ormai non sono più “prospettive”, ma temi operativi: evoluzione del BIM, integrazione dell’Intelligenza Artificiale (AI) nei processi decisionali e sviluppo dei Digital Twin come infrastruttura informativa lungo il ciclo di vita delle opere. 

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“L’aspetto più evidente emerso in questa edizione, particolarmente partecipata, riguarda la qualità del confronto, che ha evidenziato come il settore stia evolvendo verso modelli sempre più consapevoli, in cui dati e tecnologie digitali diventano strumenti decisivi per costruire infrastrutture più resilienti, sicure e sostenibili.”

Ing. Luca Ferrari, Co-Founder & CEO - Harpaceas

 

Queste parole hanno sintetizzato il senso della giornata: un momento collettivo per leggere il cambiamento in corso e comprendere dove stanno andando processi, competenze e responsabilità. 

 

Special Guest l'Ingegnere Luigi Cimolai 

 Un momento centrale della giornata è stato il contributo dell’ingegner Luigi Cimolai, che ha aperto i lavori portando sul palco una visione industriale maturata nella realizzazione di grandi opere a livello internazionale.

Il suo intervento ha offerto una lettura concreta dell’innovazione come elemento che incide direttamente sui modelli produttivi, sull’organizzazione dei processi e sulla gestione della complessità. In questo senso, il digitale – tra BIM, AI e gestione dei dati – è stato presentato come parte integrante delle scelte operative.

Particolarmente rilevante il richiamo al rapporto tra progettazione, produzione e cantiere: un sistema sempre più interconnesso, in cui la qualità del dato e la capacità di governarlo diventano fattori determinanti per tempi, costi e affidabilità delle opere.

Un contributo che ha portato il confronto su un piano concreto, offrendo spunti utili per leggere il cambiamento in atto dal punto di vista di chi opera quotidianamente su progetti complessi e ad alta responsabilità.

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Uno sguardo sul cambiamento: la plenaria del mattino 

 

La plenaria si è aperta con i saluti di Luca Ferrari, moderati da Piergiorgio Galantino, introducendo il filo conduttore dell’edizione: dati e tecnologie non come “cornice”, ma come leve concrete di governo dei processi lungo la filiera.

Il keynote di Luigi Cimolai ha portato sul palco un punto di vista industriale legato alla trasformazione dei modelli produttivi e alla gestione della complessità nelle grandi opere, offrendo una prospettiva utile a chi lavora ogni giorno in contesti ad alta responsabilità e interdipendenza tra progettazione, produzione e cantiere.

La prima tavola rotonda ha messo a fuoco l’incrocio tra digitalizzazione, AI e Digital Twin come tecnologie al servizio del settore delle costruzioni, con il contributo di Paolo Sattamino, Ivan Moroni e Mario Puccioni.

A seguire, un approfondimento concreto sul tema dell’efficienza: il percorso di ALL ING raccontato da Daniele Barbetti, come esempio di trasformazione dei processi quando la digitalizzazione diventa metodo e non soltanto adozione di strumenti.

La seconda tavola rotonda ha poi spostato il focus su gestione informativa e CDE per committenza pubblica e privata, con un confronto tra esperienze e ruoli diversi (Regione Emilia-Romagna, Bonifica e Harpaceas, con Noemi Rende).

Spazio anche al tema delle competenze, con l’intervento di Andrea Vanossi sui modelli formativi e sulle professionalità necessarie a sostenere la trasformazione digitale del settore in modo strutturale.

La terza tavola rotonda ha collegato digitalizzazione e sostenibilità, con un confronto su circolarità e risparmio energetico (tra gli altri Paolo Odorizzi, Ugo Piccinno, Valter Bettuzzi e Andrea Agostini).

In chiusura di mattinata, tre contributi hanno completato la fotografia dell’edizione 2026: l’ecosistema digitale Cimolai raccontato da Eleonora Lucchese, la cultura della sicurezza e il ruolo della digitalizzazione con Davide Scotti, e l’intervento dedicato ad Academy Harpaceas con Paola Belluzzi.

 
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Dalla visione alla pratica: le sessioni parallele del pomeriggio 

 Il pomeriggio ha dato spazio all’operatività con tre percorsi paralleli, pensati per entrare nei casi d’uso e nei flussi reali: AI e tecnologie abilitanti per progettazione e calcolo, cantiere digitale e Direzione Lavori, gestione informativa e sostenibilità dal model checking all’Operations & Maintenance.

Nel percorso dedicato ad AI e progettazione/calcolo, l’attenzione si è concentrata su velocità e qualità dei processi, tra contributi su design, verifica e validazione dei modelli e applicazioni dell’AI in ambito tecnico.

Nel percorso su cantiere digitale e Direzione Lavori, il focus è stato posto su tracciabilità, controllo delle attività, requisiti CAM e approcci data-driven, con esempi che hanno toccato sia la committenza sia l’operatività in cantiere.

Nel percorso dedicato a gestione informativa e sostenibilità, si è parlato di regole parametriche, code checking e governance dei dati per Operations & Maintenance, oltre a casi legati a Digital Twin e gestione lungo il ciclo di vita.

 

 

Una rete che cresce: costruire insieme il prossimo passo 

 

Il Community Day 2026 ha confermato la forza del format: una giornata costruita attorno alle persone e alle esperienze, dove il confronto tra ruoli diversi – progettazione, produzione, cantiere, committenza e ricerca – diventa un modo concreto per mettere a fuoco priorità e scelte operative.

In un settore che sta cambiando rapidamente, il valore emerso con maggiore chiarezza è stato proprio questo: far dialogare visione e pratica, e farlo insieme, dentro una community che riconosce nel digitale una responsabilità quotidiana, e non semplicemente un’etichetta.

 
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