Negli ultimi anni l’ingegneria geotecnica ha vissuto un’evoluzione significativa, spinta da progetti sempre più complessi, profondità maggiori, condizioni termo–idro variabili e aspettative di sicurezza più elevate. Di conseguenza, è diventato evidente che la sola analisi meccanica non è più sufficiente per comprendere e prevedere il comportamento reale del sottosuolo. La geotecnica moderna richiede strumenti capaci di integrare in modo coerente diversi processi fisici che avvengono contemporaneamente nel terreno: scambi di calore, circolazione di fluidi, variazioni della permeabilità e fenomeni accoppiati che influenzano direttamente la stabilità e la risposta meccanica.
In questo contesto, MPAC si evolve e rende MPoint, il modulo avanzato sviluppato da Itasca, un salto qualitativo importante rispetto all’approccio tradizionale offerto da FLAC2D e FLAC3D.

MPoint2D provvede ad una modellazione del continuo basata sul Material-Point Method (MPM). Questo metodo ci permette di simulare grandi deformazioni senza provocare distorsione nella griglia. Il metodo MPM rappresenta il materiale tramite un insieme di punti che ne descrivono le proprietà fisiche, mentre utilizza una griglia di calcolo temporanea su cui vengono risolte le equazioni del moto. Quindi, il Material Point Method (MPM) combina una discretizzazione lagrangiana del materiale, ottenuta tramite punti materiali che conservano le
proprietà fisiche, con una griglia euleriana di supporto sulla quale vengono temporaneamente risolte le equazioni di equilibrio e di moto. Per comprendere appieno il concetto:
- Punti materiali → rappresentano il terreno e “si muovono” con esso;
- Griglia di sfondo → funge da supporto numerico per il calcolo; viene aggiornata o ricostruita man mano che i grandi spostamenti si manifestano.
La forza di MPoint sta nel permettere ai progettisti, ai ricercatori e agli specialisti di valutare non solo come il terreno si deforma e resiste, ma perché lo fa, quali processi fisici si attivano e come evolvono nel tempo. Questo si traduce in:
- modelli più affidabili
- analisi più approfondite
- riduzione dell’incertezza progettuale
- soluzioni più sicure e ottimizzate.
In un mondo dove le infrastrutture sotterranee sono sempre più ambiziose, MPoint rappresenta una risorsa imprescindibile per chi vuole andare oltre la meccanica tradizionale e comprendere il sottosuolo in tutta la sua complessità.
Se hai uno dei seguenti casi da analizzare, il nuovo MPoint di Itasca è lo strumento giusto:
- Grandi spostamenti del terreno: scorrimenti, collassi, ribaltamenti, dove l’analisi al continuo può incontrare limitazioni fisiologiche.
- Frane e colate di terra: analisi di fenomeni di instabilità progressiva, scorrimenti rapidi o lenti e interazione tra masse di terreno in movimento e strutture.
- Analisi dinamiche e transitorie: eventi rapidi come carichi impulsivi, vibrazioni, o fenomeni sismici associati a grandi spostamenti.
- Processi di erosione e trasporto di materiale: fenomeni in cui il materiale si muove e cambia forma nel tempo, come erosioni localizzate o accumuli progressivi.
- Problemi multi-materiale: presenza di materiali diversi che interagiscono tra loro, senza la necessità di definire superfici di contatto complesse.
MPM è particolarmente indicato quando la domanda è: come si muove e si trasforma nel tempo?
La beta ufficiale è già disponibile per tutti quelli che vogliano provarlo;
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