Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha rilasciato le nuove Linee Guida sulla gestione informativa digitale per stazioni appaltanti ed enti concedenti, fornendo un quadro organico per l’attuazione dell’art. 43 del d.lgs. 36/2023.
Un documento che segna un’evoluzione significativa: dal BIM inteso come mero adempimento tecnico a una vera infrastruttura organizzativa e contrattuale per la domanda pubblica.
Le Linee Guida affrontano tre aspetti chiave.
1. Regime transitorio. Viene chiarito il perimetro di esclusione relativo ai procedimenti già avviati al 31 dicembre 2024, evitando effetti retroattivi sugli interventi sopra soglia con DOCFAP già redatto.
2. Gestione informativa, qualificazione e sicurezza. La gestione informativa digitale è riconosciuta come elemento strutturale della capacità amministrativa. L’ACDat viene classificato come infrastruttura critica e deve rispettare i requisiti di sicurezza cibernetica previsti dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), offrendo alle amministrazioni indicazioni più chiare nella scelta delle piattaforme.
3. Prevalenza contrattuale dei modelli informativi. Dal 1° gennaio 2025 ai modelli informativi è attribuita valenza contrattuale, con eventuali deroghe da motivare nel Piano di Gestione Informativa.
Per Harpaceas, queste indicazioni confermano un approccio già consolidato: processi solidi, infrastrutture digitali sicure e un uso del dato realmente controllabile. Per molte amministrazioni — soprattutto le più piccole — il vero cambiamento non è l’obbligo normativo, ma l’acquisizione di un metodo di lavoro strutturato e affidabile.