Educazionale
Applicazione della validazione automatizzata delle informazioni BIM basata su IDS nelle infrastrutture tranviarie: miglioramento della qualità e dell’efficienza del coordinamento
Milano
Cliente
Tirocinante Shawul Gulilat Haile
Anno di laurea: 2026
Università: Politecnico di Milano
Facoltà: school master “F.lli Pesenti”
Dipartimento: BIM management in construction works
Prof Relatore: Prof. Paola Ronca
Correlatore: Ing. Valeria Reale Ruffino
L'importanza di SOLIBRI in questo progetto
Prima dell’adozione degli strumenti di validazione BIM basati su IDS di Harpaceas, il controllo della qualità informativa era svolto principalmente tramite ispezioni manuali dei modelli e clash detection focalizzata sulla geometria. Questo approccio generava processi di validazione frammentati, un’interpretazione non uniforme dei requisiti informativi e una tardiva individuazione di dati mancanti o errati.
Le attività di coordinamento risultavano fortemente dipendenti dalle competenze individuali, aumentando il rischio di errori ricorrenti e rilavorazioni.
Tali criticità sono state superate introducendo un workflow strutturato di validazione basato su IDS mediante Solibri. Le regole standardizzate hanno consentito il controllo automatico e oggettivo dei dati IFC rispetto ai requisiti informativi predefiniti, trasformando il processo di coordinamento da una logica reattiva a una proattiva di governance dell’informazione, garantendo coerenza, trasparenza e ripetibilità lungo tutte le fasi progettuali.

Questo case study educazionale si basa su una tesi di laurea magistrale sviluppata nell’ambito del programma di BIM Management presso il Politecnico di Milano e si concentra sull’applicazione della validazione automatizzata delle informazioni basata su IDS (Information Delivery Specification) in un progetto reale di infrastruttura tranviaria.
Il contesto progettuale riguarda un ambiente BIM multidisciplinare per un sistema infrastrutturale lineare, nel quale le attività tradizionali di coordinamento erano principalmente fondate su verifiche manuali dei modelli e su clash detection di tipo geometrico. Questo approccio comportava cicli di validazione lunghi, un’elevata dipendenza dall’esperienza individuale e una qualità informativa disomogenea.
Attraverso l’adozione del workflow di validazione IDS basato su Solibri di Harpaceas, è stato introdotto un processo strutturato e ripetibile di governance informativa. Sono state definite regole IDS standardizzate per verificare la completezza, la correttezza e la coerenza dei dati IFC tra le discipline architettonica, strutturale e impiantistica (MEP).
Il processo di validazione automatizzata ha consentito l’individuazione precoce delle non conformità informative, riducendo in modo significativo le criticità di coordinamento nelle fasi avanzate del progetto.
Da un punto di vista quantitativo, i controlli IDS automatizzati hanno permesso di ridurre il tempo di revisione manuale dei modelli di circa il 30–35%, con un risparmio stimato di 2–3 ore per ciascun ciclo di coordinamento. Le attività di validazione informativa che in precedenza richiedevano numerose iterazioni sono state consolidate in un unico processo automatizzato, migliorando accuratezza, tracciabilità e affidabilità.
Inoltre, l’approccio strutturato basato su regole ha migliorato la qualità del coordinamento, riducendo gli errori informativi ricorrenti di circa il 40% rispetto alle fasi iniziali del progetto.
Il case study dimostra come la validazione basata su IDS, supportata dal software Harpaceas, possa innalzare il livello di maturità del coordinamento BIM, migliorare la qualità dei dati e generare benefici di efficienza misurabili in progetti infrastrutturali complessi, risultando particolarmente adatta sia in contesti formativi sia professionali.

Caratteristiche del progetto
La sezione applicativa esamina la mappatura dello stato di fatto dei flussi di lavoro digitali dell’Ateneo, rilevando i principali motivi ostativi all’attuazione del BIM e proponendo una roadmap di adozione articolata in quattro fasi:
- Pianificazione Strategica;
- Adozione e Sviluppo degli Standard;
- Fase Pilota;
- Ottimizzazione.
Il percorso culmina nella redazione dell’Atto Organizzativo aziendale, propedeutico alla predisposizione di bandi in BIM ed elemento essenziale per la qualificazione della Stazione Appaltante.
Il caso studio è rivolto al confronto metodologico tra l’appalto tradizionale e l’appalto in Building Information Modeling per la progettazione della nuova sede del Dipartimento di Chimica e Farmacia dell’Università degli Studi di Sassari. L’analisi mette a confronto le criticità dell’appalto gestito con metodo tradizionale rispetto ai potenziali vantaggi di una gestione BIM-oriented.
Il confronto è supportato da un’analisi costi-benefici condotta tramite l’applicativo sviluppato da RINA per l’EU BIM Task Group, implementato con dati reali estratti dalla commessa esaminata, e dall’utilizzo di software di BIM Authoring e di verifica e validazione applicati al progetto del caso studio.
In particolare, l’utilizzo di software di Model Checking e Clash Detection, come Solibri, per la verifica preventiva, offre benefici tangibili che si riflettono sull’intero ciclo di vita dell’opera. Tra questi emergono la mitigazione del rischio, la maggiore certezza dei costi, la riduzione delle varianti in corso d’opera e la verifica della conformità normativa, aspetti fondamentali sia per la Stazione Appaltante sia per il Responsabile Unico del Progetto.
I risultati dimostrano come l’assenza di figure specializzate, l’utilizzo di elaborati bidimensionali e la carenza di archivi strutturati generino inefficienze gestionali ed economiche. Nello specifico, il caso studio ha evidenziato una dilatazione del cronoprogramma, con il rischio di consegnare l’opera quando le esigenze dell’utenza risultano ormai mutate, e un incremento dei costi pari a circa il 14% rispetto al budget iniziale, dovuto principalmente alla gestione inefficiente di varianti e ritardi.
